Finalmente riesco a condividere il racconto di uno dei lavori più complessi (un’illustrazione per tessuti), ma anche appaganti, che abbia fatto in questi anni con pennelli e acquerelli.

Questa commissione (in realtà una sfida 😉 ) mi è stata lanciata da Nella Tessuti, in particolare da Dario, che un po’ di tempo fa mi contattò dopo aver visto le mie illustrazioni al Rovescio (osteria di Bologna per cui ho curato menù e altri lavori).

Il progetto è bellissimo, e ora che è terminato a tutto tondo, ne apprezzo ancora di più l’interezza…e il risultato.

Nella Tessuti produce tessuti di ottima qualità, e molti dei loro clienti sono Russi. In Russia c’è ancora una certa passione per la natura con un’accezione “pagana”, con un significato spirituale, panteistico… (così mi racontava Dario, nei colloqui per parlare del progetto).
Nella bellissima azienda a Baricella attorno allo stabile che ospita magazzino e negozio principale (l’altro, per la vendita al dettaglio, è in centro a Bologna), è stato costruito un giardino di frutti antichi dove i clienti che vengono da climi ben più rigidi dei nostri, possono apprezzare l’abbondanza della vegetazione che abbiamo qui. E possono coglierli.

uno dei foulard in seta realizzati da Nella Tessuti

Era appunto l’abbondanza, che dovevo rappresentare: una cornucopia di un metro per due, da inventare e riempire… con tutti i frutti antichi presenti nel giardino, un gigantesco acquerello a cui avrebbero fatto seguito altri piccoli acquerelli, piccole stampe, come frutti caduti dal prezioso contenitore, da donare ai clienti. Il mega acquerello sarebbe invece stato stampato su varie stoffe.

Ho accettato senza neanche sapere come avrei fatto… ma ce l’avrei fatta.
Il mio animo avventuriero da un lato se la faceva sotto, ma si fregava contemporaneamente le mani!

Ho iniziato ordinando per posta una BOBINA di preziosissima carta Arches, commossa di tanta bellezza e qualità.

La grande scatola con la bobina di carta preziosa…

Solo dopo averla tra le mani ho visto quanto fosse poi più impegnativo prepararla e stenderla.

Ho iniziato facendo un disegno in A3, per capire meglio le proporzioni, per poterlo “gestire” in una dimensione più accessibile… Una volta stabilito col committente che la matita era ok, ho fatto un primo ingrandimento. Ho ricalcato quello stesso ingrandimento su una seconda carta da bozza, per fare qualche correzione, e perché se lo avessi ingrandito a 2 metri per due il primo disegno più in piccolo,  il tratto a matita sarebbe diventato troppo grosso, rendendo impossibile comprendere le reali dimensioni dei frutti.
Quel secondo disegno, l’ho ingrandito di nuovo.

ho steso il disegno a terra per poter lavorare meglio… sì, quelli sono i miei piedini per capire la grandezza!

Nel frattempo ho preso un tavolo grande a sufficienza, per poter tenere il lavoro in studio il tempo necessario a finirlo. Mi occorreva un tavolo libero per portare avanti ogni tanto altre commissioni, visto che mi avrebbe richiesto mesi. Mi muovevo a incastro!

Stendere la bobina di carta da acquerello, per un taglio di 2 metri, ha richiesto prima di inumidire la carta, che essendo di 300 gr stava duramente arrotolata, fissandola a terra con dei pesi durante l’asciugatura .

Una volta resa piatta, ho ripassato di nuovo tutta la matita dal foglio di bozza al foglio di acquerello gigante, ed infine l’ho di nuovo bagnato per fissarlo a un supporto rigido, che avrei poi appoggiato sul tavolo, fissandolo con la carta gommata.

Solo questa preparazione mi ha richiesto almeno un mese.

le prima pennellate, i primi frutti a maturare…

Poi ho iniziato a dipingerlo, cercando di “vedere” la cornucopia nello spazio, con una certa luce… e cercando di rendere ogni frutto “mio”, nel senso di raccontarlo con un mio stile, ma che fosse anche realistico.

L’acquerello non si cancella, quindi sapevo che non potevo sbagliare… per tutto il tempo che avrei impiegato per fare un metro per due di frutti dovevo stare attentissima.

una dei frutti “caduti dalla cornucopia”

Confesso di aver un po’ sofferto di cervicale, di ansia, di insicurezza… e dovevo lavorare in piedi. Ma non col tavolo inclinato, bensì col tavolo piatto, girandoci attorno… a volte lavorando (e ragionando) a rovescio…ma man mano che vedevo il lavoro crescere mi sentivo come penso possa sentirsi una madre che vede il proprio bimbo andare a gattoni, poi fare un passo, poi stare in piedi …

…in quel periodo ha anche sofferto di insonnia, e di uno strano legame con il disegno… un richiamo, un “dammi da mangiare… continuami”… un senso di mancanza ogni volta che me ne allontanavo…un legame sottile che credo ogni “artista” sente crearsi con quelle opere cui è particolarmente legato…

..la cornucopia cresceva pian piano…

 

…e ancora cresceva…
… e cresceva e i giorni passavano…
e si intravedeva la fine….

All’ultima pennellata, dopo più di tre mesi, mi è venuto da piangere.
Sola in studio ho pianto, per non so bene cosa. Sollievo, tristezza, mancanza, scarico di tensione. Una tempesta di tutto quello che durante quei mesi mi era passato attraverso e che era fissato nell’acqua dei colori sparsi sul foglio.

 

un altro dei frutti caduti…

Ora il quadro è nella sede di Nella Tessuti, e ne sono state fatte delle stoffe bellissime.

Dai frutti ne è poi nato il calendario, oltre che altre bellisisme creazioni tessili.

Alcuni esempi di stoffe realizzate

 

seta per la cornucopia…e i frutti perduti…

 

..e ancora tante opzioni…

Ringrazio Dario con tutto il cuore perchè ha avuto fiducia in me, e ha valorizzato al massimo quello che ritengo uno dei lavori più difficili mai fatti. E’ grazie a lui se l’ho fatto… anzi, se ho scoperto di essere in grado di farlo.

Sto concludendo ora il secondo più difficile… forse a pari merito (anche se per altri motivi…)… ma ancora non posso parlarne!

un altro dei frutti perduti

Comments

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2 thoughts on “Come è nata la Cornucopia di un metro per due (per Nella Tessuti)

  1. Tiziano on 26/02/2020 at 11:44 Rispondi

    sei fantastica!

    1. Marina Cremonini on 26/02/2020 at 11:51 Rispondi

      … grazie, di cuore <3

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